“Big Yellow Taxi” di Joni Mitchell è una di quelle canzoni che sembrano leggere come una filastrocca estiva, ma che sotto la superficie luminosa custodiscono una delle denunce ecologiche più lucide e amare della musica popolare. Uscita nel 1970, nel pieno dell’epoca hippie e delle grandi utopie collettive, la canzone nasce da un’esperienza reale: Joni, guardando dalla finestra di un hotel alle Hawaii, rimase colpita da un enorme parcheggio che aveva sostituito un’area verde. Da lì prese forma quel verso diventato proverbiale: “They paved paradise and put up a parking lot”. Il genio di Mitchell sta proprio in questo contrasto: una melodia solare, quasi da viaggio in macchina con il finestrino abbassato, che accompagna parole durissime contro la distruzione della natura, il consumismo cieco e l’illusione del progresso a ogni costo. Non urla, non accusa frontalmente. Racconta. E nel raccontare rende tutto ancora più potente. Il “big yellow taxi” diventa simbolo di un mondo moderno c...