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L'Incantevole Creamy - Mahō no Tenshi Kurīmī Mami (魔法の天使 クリィミーマミ) (1983-1984)

Nei primi anni Ottanta l’animazione giapponese sembra fermarsi un istante per ascoltare meglio il proprio tempo. È un momento in cui due desideri profondi, che da tempo serpeggiano nella società, iniziano a prendere forma con chiarezza e da una parte abbiamo la fascinazione per il miracolo quotidiano, per l’idea che qualcosa di straordinario possa irrompere nella vita di tutti i giorni senza stravolgerla del tutto, ma cambiandone la luce, mentre dall’altra parte c'è la nascente narrazione dell’idol pop, con il suo universo di canzoni, coreografie, sorrisi studiati, ma anche di aspettative, pressioni e fragilità, che poi esploderà definitivamente con la nascita di pop band prima e trasmissioni in cui vengono cercati e creati poi. Mahō no Tenshi Kurīmī Mami (魔法の天使 クリィミーマミ) , prodotta da Studio Pierrot e trasmessa su Nippon Television dal 1º luglio 1983 al 29 giugno 1984, nasce esattamente lì, in quel punto di contatto in cui un racconto di crescita personale si intreccia con la macch...
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Truccare la realtà non potendo cambiare il mondo (2026) - La ferita lucida dei Katana Koala Kiwi

  Truccare la realtà non potendo cambiare il mondo è uno di quei brani che sembrano nascere da una tensione irrisolta, dal desiderio di trasformazione che si scontra con l’immobilità del presente, dalla volontà di incidere che si arena contro un mondo impermeabile.  I Katana Koala Kiwi costruiscono attorno a questa frattura un racconto sonoro che cerca un linguaggio capace di restituire la complessità del vivere contemporaneo. La canzone si muove come un flusso di coscienza disciplinato, dove ogni immagine è un tentativo di dare forma a ciò che sfugge, e ogni gesto musicale diventa un modo per interrogare la propria posizione nel mondo. Il titolo stesso suggerisce un paradosso perché truccare la realtà implica un atto di manipolazione, ma anche un bisogno di sopravvivenza. Non potendo cambiare il mondo, il soggetto del brano sceglie di alterarne la percezione, come se la lucidità fosse diventata troppo pesante da sostenere. La canzone non giudica questo meccanismo, lo osserva...

The Elephant Man (1980) - La forma dell'umano oltre la dignità.

Nel 1980, David Lynch porta sul grande schermo The Elephant Man , un film che occupa un luogo singolare e duraturo nella storia del cinema, un’opera capace di coniugare racconto profondamente umano, riflessione etica e visione autoriale, trasformando una vicenda reale dell’Inghilterra vittoriana in una meditazione universale sulla dignità, sullo sguardo e sulla violenza invisibile delle convenzioni sociali. Apparentemente anomalo nella carriera di un regista reduce dal successo perturbante di Eraserhead, il film rivela invece, già in forma compiuta, molte delle ossessioni che attraverseranno tutto il suo cinema, ad esempio il corpo come territorio di conflitto, l’orrore che nasce non dalla deformità in sé ma dal modo in cui viene osservata, la crudeltà che si annida nei gesti ordinari di una società convinta di essere civile. Alla base della narrazione si trova la figura storica di Joseph Carey Merrick, vissuto nella Londra di fine Ottocento e affetto da gravissime malformazioni congen...

Love shine a light (1997) - Un raggio di speranza che non voleva brillare su tutta Europa

Il 1997 non fu solo l'anno del travolgente trionfo politico del New Labour nel Regno Unito o dell'esplosione globale del Britpop. Fu l'anno in cui una luce inaspettata illuminò il Point Theatre di Dublino, segnando una delle pagine più emozionanti e significative nella storia dell'Eurovision Song Contest. "Love Shine a Light" fu un abbraccio collettivo che riuscì a unire un'intera nazione e un continente in un momento di rara speranza. Quando nel maggio del 1997 Katrina and the Waves salirono sul palco dell’Eurovision Song Contest a Dublino, il Regno Unito portò un gesto, un’idea, una luce. “Love Shine a Light”, scritta da Kimberley Rew, arrivava in un’Europa di fine anni Novanta che si percepiva più vicina a se stessa, ancora fiduciosa nel dialogo culturale come collante, mentre in patria l’aria era satura di un altro suono: il Britpop, con Oasis e Blur a dominare l’immaginario. In quel contrasto, tra il cool disincantato di un’epoca e l’ostinazione candi...

Beverly Hills 90210 (1990-2000) - Il lusso non protegge dalle delusioni

Beverly Hills 90210 è il romanzo generazionale che ha insegnato alla TV a raccontare l’adolescenza e la sua coda adulta a chi in Italia continuava a crescere con I Ragazzi della 3° C o con College e Classe di ferro. Quando debutta nel 1990 (anche se per vederlo da noi dobbiamo aspettare il 1992), entra in scena come un dispositivo narrativo capace di trasformare la giovinezza televisiva in un territorio continuo, fatto di passaggi di status, ferite private, rituali sociali e identità in costruzione. In dieci stagioni e 293 episodi, fino al 2000, la serie costruisce una vera cronaca sentimentale dell’America di fine secolo, ambientandola nel luogo più simbolico possibile: Beverly Hills, codice postale 90210, la cartolina dove il privilegio si vede anche quando si cerca di non guardarlo.  La forza iniziale sta in un’idea molto semplice: far arrivare due “estranei” in un ecosistema chiuso e brillante. Brandon e Brenda Walsh, gemelli provenienti dal Minnesota, diventano la lente con ...

End of Beginning (2022): Il tempo di Djo che cambia ritmo

Quando End of Beginning venne pubblicata nel 2022 all’interno di DECIDE, il secondo album di Djo, sembrò inizialmente un tassello coerente ma non centrale nel mosaico sonoro di Joe Keery. Era un brano intimo, costruito su una malinconia luminosa, con quella capacità di evocare un ritorno a casa che non è mai davvero un ritorno, ma un confronto con ciò che si è diventati. La sua forza era già evidente, ma non ancora destinata a imporsi come fenomeno globale. Per farlo, avrebbe avuto bisogno di tempo, di un ascolto collettivo più maturo, di un contesto culturale capace di accoglierla. Si appoggia piano, come fanno certi pensieri che arrivano solo quando smetti di difenderti, e comincia a parlare proprio lì dove le parole di solito mancano, senza raccontare una storia precisa, senza un climax emotivo. Mette a nudo quella sensazione confusa che si prova quando una fase della vita si chiude lasciandoti con la strana certezza che niente tornerà com’era e che va bene così. E così, tre anni d...